Il voto entra nei mercati: lavoro, fabbriche e petrolio ridisegnano la giornata
Martedì 3 novembre si apre con tre forze capaci di cambiare rapidamente la lettura del rischio: le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, i dati americani su posti vacanti e ordini industriali e la decisione della Reserve Bank of Australia. Il mercato arriva all’appuntamento dopo una seduta americana molto più fragile di quanto suggerisse l’avvio.
Lunedì l’S&P 500 ha cancellato un rialzo intraday arrivato all’1,1% e ha chiuso a 7.541,40 punti, in calo dello 0,5%. Il Nasdaq Composite ha ceduto l’1,1% a 25.164,32, mentre il Dow Jones ha guadagnato lo 0,4% a 51.983,98. Il Russell 2000 ha perso lo 0,2% a 2.805,88. La divergenza è importante: la pressione è rimasta concentrata sui titoli tecnologici e sull’intelligenza artificiale, mentre la maggioranza delle azioni ha chiuso in rialzo.
Dopo la chiusura, Apple ha battuto le attese con ricavi fiscali Q4 per 114,48 miliardi di dollari, EPS di 2,10 dollari e vendite iPhone per 57,58 miliardi. Il titolo perdeva circa l’1% negli scambi after-hours, confermando quanto il mercato stia diventando selettivo anche davanti a risultati superiori al consenso.
Il messaggio della seduta è quindi meno lineare del semplice “risk-off”. Il mercato non ha venduto tutto: ha ridotto l’esposizione ai segmenti più affollati e sensibili alle valutazioni, premiando invece parte della componente value e ciclica. Il differenziale tra gli ETF Russell 1000 Growth e Value lo rende visibile: IWF ha perso l’1,21%, IWD ha guadagnato lo 0,24%, per uno scarto giornaliero di circa 1,45 punti percentuali a favore del value.
Petrolio in caduta, oro in recupero
Il principale impulso macro è arrivato dall’energia. Le quotazioni del greggio sono scese bruscamente sulle speranze di un accordo capace di ridurre le tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran. Nel pomeriggio europeo Brent e WTI perdevano oltre il 4%; a Wall Street la flessione del Brent ha raggiunto circa il 7,6%. Il movimento ha alleggerito le aspettative d’inflazione e ha favorito i Treasury: il rendimento del decennale americano ha chiuso intorno al 4,893%, in calo di 3,5 punti base.
L’oro ha reagito in senso opposto rispetto a venerdì. Lo spot è risalito del 2,1% a 3.954,41 dollari l’oncia, mentre il future dicembre ha regolato a 3.969,60 dollari. È un rimbalzo da ipervenduto, sostenuto da petrolio più debole, dollaro leggermente in calo e minori pressioni sui rendimenti. Non è ancora una conferma di inversione: il metallo resta esposto sia alle aspettative sui tassi Fed sia alla domanda di copertura legata al voto.
Sul Forex, il Dollar Index era in calo dello 0,3% a 101,63 nella rilevazione Reuters del pomeriggio; EUR/USD saliva a 1,1212. Il primo vero test valutario della giornata arriverà però dall’Australia: la RBA pubblicherà la decisione alle 04:30 italiane, con conferenza stampa alle 05:30.
Economia reale: industria forte, ma i prezzi restano il problema
L’ISM manifatturiero statunitense di ottobre è salito a 55,5 da 54,5, sopra le attese. La produzione ha raggiunto il livello più alto da novembre 2021 e i nuovi ordini sono rimasti in espansione. Il rovescio della medaglia è l’indice dei prezzi pagati, ancora elevato a 75,2, pur in calo da 77,9.
Questo crea una combinazione delicata per i tassi: crescita industriale solida, pressioni sui prezzi ancora intense e petrolio improvvisamente più debole. Martedì JOLTS e ordini alle fabbriche aiuteranno a capire se la forza manifatturiera è accompagnata da domanda di lavoro e investimenti oppure se resta confinata ad alcuni comparti.
Geopolitica ed elezioni: il rischio si sposta oltre la chiusura europea
Gli americani votano per rinnovare il Congresso. I primi seggi chiuderanno alle 00:00 italiane di mercoledì; la fascia più sensibile sarà tra le 01:00 e le 04:00 CET, quando arriveranno i risultati di molti Stati competitivi. Il mercato dovrà valutare la probabilità di un Congresso diviso, i possibili effetti su deficit e politica fiscale e l’impatto settoriale su energia, difesa, sanità e tecnologia.
Sul fronte mediorientale, il prezzo del petrolio sta incorporando una probabilità più alta di de-escalation. È però un trade headline-driven: una smentita diplomatica può riaprire rapidamente il premio geopolitico. Per questo la relazione da osservare resta petrolio–rendimenti–dollaro: un nuovo calo del greggio può favorire bond e valute non dollaro; un rimbalzo improvviso avrebbe l’effetto contrario.
Calendario economico — ora italiana (CET)
| Ora | Evento | Paese | Impatto | Asset sensibili |
|---|---|---|---|---|
| 04:30 | Decisione sui tassi RBA e Statement on Monetary Policy | Australia | Alto | AUD/USD, AUD/JPY, bond australiani, oro |
| 05:30 | Conferenza stampa RBA | Australia | Alto | AUD, volatilità FX asiatica |
| 16:00 | JOLTS: posti vacanti, settembre | USA | Alto | Treasury, USD, S&P 500, oro |
| 16:00 | Ordini alle fabbriche e spedizioni manifatturiere, settembre | USA | Medio-alto | USD, rendimenti, industriali, small cap |
| 23:00 | Conference call AMD dopo i risultati | USA | Alto settoriale | AMD, semiconduttori, Nasdaq 100 |
| 00:00–04:00 (mer.) | Prime chiusure dei seggi e risultati delle elezioni USA | USA | Molto alto | Futures USA, USD, Treasury, petrolio, settori regolati |
Asset da monitorare
- S&P 500 e Nasdaq: la mancata tenuta del rimbalzo segnala offerta ancora presente sulle megacap; osservare la partecipazione del mercato, non solo l’indice.
- Treasury decennale: 4,893% è il riferimento di chiusura. Rendimenti in discesa con tech ancora debole indicherebbero domanda difensiva, non necessariamente un ritorno del growth.
- Petrolio: nessun livello di chiusura viene indicato perché le fonti disponibili al cut-off riportavano valori intraday non perfettamente allineati. Il catalizzatore resta la diplomazia sull’Iran.
- Oro: 3.954,41 dollari spot e 3.969,60 sul future dicembre sono riferimenti verificati; attenzione alla reazione a JOLTS e al dollaro.
- EUR/USD e AUD/USD: il primo riflette il dollaro elettorale; il secondo affronta il rischio RBA alle 04:30.
- Bitcoin: 76.613–78.732 dollari è il range verificato della giornata. Il mercato resta sensibile ai deflussi da Binance dopo il maxi attacco informatico.
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«Il mercato non va inseguito. Va letto.»

